Sei tornato eh, vecchio sporco bastardo…Lo sapevo che saresti tornato. Torni sempre da me, prima o poi. Non posso distogliere un attimo lo sguardo e far sbollire il cervello che tu sei subito lì, pronto a tornare da me come un cane al quale hai dato un calcio nelle costole ma che, inevitabilmente, si ostina a tornare sbavante ai tuoi piedi. Tutte le volte è la solita storia: io mi rilasso, smetto di pensare per qualche settimana, smetto di farmi domande, smetto di porre domande, smetto di guardare ciò che mi circonda con gli occhi del cinico figlio di puttana che vive dentro di me e improvvisamente “BLAM!!” tu arrivi e mi passi da una parte all’altra come un fulmine a ciel sereno. Ti odio così tanto, se solo tu non fossi me farei in modo di ottenere un’ordinanza restrittiva di almeno 50 metri.
E’ successo ancora.Non ho potuto farci niente.Tutto intorno a me ci sono grida allegre,strette di mano,baci e abbracci…non riesco a mandare giù neanche una goccia di tutto questo,cristo proprio non ci riesco!
Sento che sto rovinando tutto,lentamente sto corrodendo con la mia sola presenza tutto quello che mi circonda,e questo mi fa ancora più paura…si,ho paura,tanta paura.E’ possibile morire di cinismo?Se si,sono fottuto.Totalmente,totalmente fottuto.Quanto devo essere stronzo per non riuscire a farmi mai andare bene una persona?Devo sempre stare male con il prossimo,sempre,altrimenti che cazzo di gusto c’è?!
Potrebbe essere invece che vedo le cose per come realmente stanno?Mi voglio illudere che sia così,deve esserlo…altrimenti sarei solo l’ennesimo stronzo che non ha imparato come stare al mondo e condurre una sana interazione sociale.
Non ci riesco.
Sono molto bravo a provare disagio fisico. Seriamente, è una delle cose che mi riesce meglio. Riesco ad ingigantire ogni minimo problema a tal punto che il mio organismo è costretto a reagire in modo del tutto viscerale per evitare di essere schiacciato sotto il suo stesso peso, come se le ossa, i muscoli, le cartilagini e tutto il resto di punto in bianco decidessero di quadruplicare il loro peso in modo da imprimermi come un’ombra sull’asfalto…Ormai me lo aspetto, attendo pazientemente il momento in cui qualcosa andrà storto di nuovo, è così che deve andare, è così che è sempre andato ed è così che sempre andrà. Vaffanculo a me stesso, mi odio e non posso farci niente. Ci sono periodi in cui io e me stesso conviviamo in modo pacifico, quasi ignorandoci a vicenda, mentre ci sono volte in cui aspetto con trepidazione che il mio stomaco sviluppi delle gambe che lo facciano correre fuori dalla mia pancia, probabilmente per trasferirsi all’interno di un corpo più stabile.

Certe volte vorrei solo infilarmi lentamente le dita nel cranio, e, una volta arrivato a toccarmi il cervello, mettermi a urlare furiosamente per far uscire tutta la frustrazione e la pesantezza emotiva repressa che mi porto dietro giorno dopo giorno dopo giorno dopo giorno dopo giorno…Quel piccolo cuneo bastardo, composto da tutto quello che non vorresti avere nel corpo e nella mente, sta sempre lì, in attesa di un qualcosa di nuovo che lo alimenti e lo faccia crescere, come un parassita intestinale che si ciba di quello che ti fa soffrire. Ti odio sporco figlio di puttana, ti odio e non riesco a espellerti dal mio organismo.